Il ring è pronto!

Seconda recensione fiume di fila del Tode …. Accadimento che i millennials e la Z-generation non possono rimembrare (Ok boomer!). Tutto questo avrà fine molto presto per una delle seguenti ragioni: o finalmente il Conte tornerà a presenziare le partite della SUA squadra del cuore, o il mio fine intelletto non resisterà a questo stress post traumatico di scrivere in italiano abbastanza corretto. A voi scoprire quale delle due, sliding doors.

Sliding doors dunque anche nel pre-partita. L’improbabile capolista sfida l’improbabile formazione incognita, nel senso che i nostri avversari potrebbero presentarsi con due terza categoria muniti, o infarciti di quarta categoria… quale porta dovranno aprire gli indomabili leoni?

In realtà l’happening di giornata è atteso dai leoni già da febbraio/marzo 2020 quando iniziavano le voci di una fantomatica cena “Dalla Sabrina” nell’amena località di Villaga, benemerito paese del rapussolo (raperonzolo per i non grebani). Appena fu menzionata la possibilità di cotanta libagione in quel di Vo’ Euganeo (non lontano dal plesso mangereccio) scoppiò la pandemia COVID, con relative restrizioni e chiusure. Per tal motivo già da due mesi si era prenotata questa luculliana cena, approfittando della contemporaneità casalinga della D2 di capitan Maurizio esperto estimatore e PR della Sabrina. Man mano che la data si avvicina ecco che i contagi aumentano in maniera quasi incontrollata…. ma non è che la Sabrina porti un po’ di sfiga?? Alla fine i nostri animali della savana urbana sono riusciti a cenare? Lo scopriremo, lo scopriremo…lasciateci almeno prima far finta di parlare della partita e dei suoi prodromi.

Venerdì movimento a causa di alcune quarantene preventive di vari giocatori e famigliari di giocatori che rendono le convocazioni risicate, con tutte le squadre leoniane con numeri contati (siamo sempre più convinti che un pochino di sfiga arrivi dalla Sabrina…). Fortunatamente per tutti la santissima trinità viene comunque raggiunta, specie per la nostra squadra di punta che si presenta in formazione tipo (e unica). Un Sor Carlè ringalluzzito dall’uscita delle nuove classifiche arriva presto in palestra e con somma sorpresa vi trova già presente il capitano che nemmeno saluta ed esclama: “son arrivato presto per accendere il riscaldamento così non ho le mani congelate”.

i guanti

Basandosi su un fu suggerimento del Psico-Dott. Andrighetto il capitano cerca di esorcizzare uno dei suoi gatti di battaglia, posponendo il proprio consueto self-handicap a momenti migliori. Come nelle belle famiglie arriva anche Aldo che contento come un bamboccio della alpha generation (figlio di quei millennials che non sanno cosa siano due recensioni in fila) mostra a tutti i suoi nuovi occhiali, condividendo con felicità la tesi del suo oculista: “Ma come fai a giocare a ping-pong senza occhiali, non dovresti nemmeno vedere la pallina”. Misteri.

Primo tempo

Finalmente giungono anche gli avversari, ma sono talmente incappucciati e mascherati che il prode Sor guarda il capitano e domanda: “Ma chi sono questi?”… chi mai saranno? Gli elfi di babbo Natale? Rimane ancora la suspense di capire quale porta hanno scelto i cugini veronesi per i leoni della tavola. Sliding doors dei quarta categoria con rinforzino di un nuovo innesto vicentino all’esordio quest’anno. Ma le sliding doors non sono due di solito? Noi abbiamo aperto la terza!

Aldo in relax

Formazione scelta in modo casuale, come esplicitamente richiesto da questa insulsa formula dei campionati, e si dà il via alle danze con il valzer del Ceretta Vs nuovo innesto vicentino dei veronesi (sembra quasi una metonimia). Primo set del leone occhialuto totalmente da dimenticare, al termine del quale il capitano gli fa notare che con gli occhiali non ha più la posa del vecchio alla fermata dell’autobus, ossia ricurvo con capo in avanti per meglio vedere l’arrivo della pallina. Capito il problema e levate le lunettes il buon Aldo torna ad aspettare il 5 per Bolzano vicentino e porta a casa l’incontro. Tocca al Carlè che sfilando dalle mani la novità odierna, ossia dei guanti in pile che nemmeno Messner nell’82 avrebbe mai pensato di usare, si presenta baldanzoso al tavolo certo di un ottimo riscaldamento (per forza era acceso dalle 14!). Caro vecchio solito Sor Carlè! Una certezza, sempre! Tutankhamon ai giorni nostri è più sciolto del SorRiscaldato. Gli ci vuole il canonico primo set per capire dove si trova e indirizzare la partita nelle sue grinfie guantate. Entra finalmente il de-self-handicap capitain che, tolto un piccolo sonnellino nel secondo set, porta a casa il suo incontro senza patemi. Finito il match il capitano si avvicina alla panchina e nota Aldo indaffarato sul telefonino alla guisa di un 13enne. Dopo alcuni secondi in cui si sente osservato il Ceretta abbozza un sorriso e con fare sommesso sussurra: “Ale (suo figlio che non è potuto venire e che vive incollato al televideo per essere aggiornato anche sui risultati del torneo di Dama di Ekaterinburg, n.d.r.) vuole sapere i risultati!”. Tifoso numero uno.

Prima dell’inizio del secondo giro di incontri il Capitano di soppiatto ruba i Messner-guanti al Sor e se li infila, sperando in poteri messianici tipo fascia della potenza dello shogun Mitsukuni Mito (beccatevi questa millennials!).  Nel frattempo il Ceretta, più interessato a chattare che a giocare, vince ma non convince, nonostante lui si ostini a dire di aver giocato bene. Sarà che con gli occhiali finalmente riesce a vedere le partite dei compagni e capisce che anche quando lui non gioca al massimo lo fa comunque meglio degli altri leoni. A risultato acquisito questo format belluino costringe tutti a completare le rimanenti partite. Arriviamo quindi alle uniche vere emozioni di giornata (dal punto di vista sportivo pongistico, del cibo parlerò poi) regalate all’inesistente pubblico (non ammesso causa restrizioni COVID): Capitano guantato ma senza gatti Vs gatto vicentino nel veronese. Partita molto equilibrata. Nel primo set i servizi dominano il gioco e si arriva in un lampo ai vantaggi. Sull’inopinato punteggio di 17 pari il vecchio leone esclama: “Beh a sto punto andiamo al 21!”. Detto fatto, 20-19 e retina veronese che assegna all’ospite il primo set. Il secondo parziale scorre sulla falsa riga del primo: 10-9 e retina che regala anche il secondo set al veronese/vicentino. Con fare molto garbato ed evitando parole scurrili il Tode ricorda in maniera colorita il detto: “Sfortunato al gioco, fortunato in amore!”. Terzo set e ancora tutto in equilibrio fino all’8 pari. Intuizione geniale dell’atleta con la schiena di burro che chiama time-out così da concertare con la propria panchina i servizi da effettuare. Aldo subito si lancia sul cellulare. “Bene” pensa il Tode, “starà scegliendo, in un sito di tattica, cosa fare”. Aldo lo guarda e ridendo dice: “Ale vuole anche i parziali non solo i risultati, faccio foto al referto.” Già nel match delle settimane precedenti con l’ESISTENTE Rovigo il Tode aveva chiamato il peggior time-out della sua storia pongistica, oggi arriva quello al secondo posto. Al rientro pessimo errore leonico e spigolo veronese 8-10 e due match-point. Il capitano scosso dall’accaduto ricorda a tutti che: ”per fortuna Monte Berico è qua vicino”. Questo tripudio di fede infiamma a mille il cuore animale del Tode mette sul piatto (stavolta non della cena) tutta la sua grinta e la voglia di rivalsa. Annulla i due match point e chiude il set in suo favore. I due set successivi il leone (che sa bene di non essere gazzella e quindi con molta calma) inizia a variare i blocchi e cambia un po’ il gioco. Porta a casa la singolar tenzone con somma soddisfazione di sua presidenza Munari che gli si avvicina col fare affabile del compianto Fin e stringendogli la mano (c’è il COVIDDIIIII non si può…) gli dice: “complimenti per i co***oni”. Chiude il secondo inutile trittico il mezzadro toscano che, dopo un primo set infelice passato a riscaldarsi a causa del furto dei guanti, comincia a ribollire come le fumarole della sua Larderello (na ribollita no?) e scaglia indistintamente dritti fra tavolo e transenne arrotondando il risultato a 6-0 per i Leoni. Dai che forse la Sabrina non porta così sfiga!

Finalmente ci si può muovere verso l’agognata cena, ancora da capolista, ancora e sempre affamati. Per l’occasione si uniscono Maurizio (ricordate il PR), il Conte (da vero degustatore ormai viene solo a cena), consorti a caso e l’”avvocato zio traditore Giacomo Cocco” (cit. Alessandro Ceretta). Il Sor riprende il suo classico ruolo di autista e raccatta leoni a caso dai bordi delle strade e quindi si vola. Durante il tragitto squilla il telefono: “Ciao, sono io” “Buonasera, Dottore” “Amore mio” “Sì, mi dica” “Non resistevo più” “Ah, bene”, purtroppo non era Claudia Mori ma il traditore della sporca vallata dell’Agno che ci avvisava di essere già in loco e, non resistendo alla sete, di aver bevuto un prosecco da 1€. Il concetto del basso prezzo è stato rafforzato dal solito aplomb del legale: “era dai primi anni 2000 che non bevevo un prosecco da 1€” (Z-generetion prosec). Una volta che tutta la comitiva è giunta nell’ampio parcheggio della Sabrina, il Sor esterna un dubbio che era nell’aria da qualche settimana (e che anche Mr. Ale televideo aveva subodorato): “ma da quando non c’è più Jack siamo diventati forti!”. Il forbito avvocato valdagnese non può che studiare il caso e asseverare i fatti.

Secondo tempo

Dulcis in fundo la cena. La Sabrina è rinomata nei paraggi per il tartufo (scorzone per la precisione) ed ecco che i commensali partono chi con bis di risotto al tartufo e tagliatelle, chi solo con risotto. Villaga però è anche il paese del rapussolo ricordate? Quindi Aldo e Tode convergono su bis di risotti rapussolo e tartufo. Per secondo la cucina sciorina tagliate al tartufo con contorno di rapussolo al lardo. Unico momento ilarità l’arrivo del cameriere che urla: “I due mussi?”. Al che, con lo sguardo basso, Aldo e Tode prendono i loro spezzatini e le battute (non al coltello purtroppo) dei commensali. Al momento del dolce nessuno ha più la forza di ingurgitare altro, ma i nostri leoni, che non sono di primo pelo, aspettano al varco le due prevedibili prede. Il Conte (alias “lo slaparo”) non può esimersi da un dolce finale e il Cocco traditore è dal 06/02/1983 che ad una cena non manca il dessert!

Antipastino onto
Bis di risotti
Bis fettuccine e risottino allo scorzone dei Berici
Tagliatina col tartufo e la poenta
Mitici rapussoli col bagno di lardo: zio lardo!
Crostata de maroni
Misteriosa grappa al rapussolo: medicamentosa

Finita la cena ogni branco torna verso la propria tana ma il Maurizio, ebbro di vino ma non di grappe, invita uno sparuto manipolo di indomiti a casa propria per finire degnamente la serata. Se non fosse per il casello autostradale mancato alla grande (e si che il leone di D2 ci abita affianco) sarebbe stato l’epilogo perfetto. Infatti giunti nell’antro del puntinaro escono grappe di livello (fra cui la Storica Nera, distillato preferito dell’assente Ceretta), Rhum ricercati, frutta secca e un dolcino per lo slaparo. Incredibilmente qui il Tode trova anche un gatto che aveva smarrito durante la partita del pomeriggio. Carrmaba che sorpresa! Orario del rientro: 1.40, boomer che si trasformano in Z-generation, robe che neanche i Gremlins.

La collezione di Maurizio sulla cassa

Pagelline pongistiche

  • Aldo Ceretta: Mette più passione nel caricare informazioni in Alessandro che negli incontri disputati. Comprende che l’uomo alla fermata dell’autobus è parte del suo essere e ripudia occhiali e oculista. Al termine delle innumerevoli foto del referto e dei due incontri esclama: “oggi so proprio stufo, xe come se gavesse caricà 2 quintali de legna”.
    Voto: 6.23 (23 come le foto dei referti). NOVELLO GALEAZZI
  • Carlo Simonetti: Ha deciso che dalla prossima partita vuole giocare per primo così i geyser di Larderello che attiva durante il riscaldamento non si estinguono. Menzione d’onore per i guanti che ha portato in palestra esibendoli soddisfatto.
    Voto: 6.2 (2 guanti). BARNABO DELLE MONTAGNE
  • Francesco Todescato: Se non soffre non gli piace, il self-handicap si è impossessato di lui. Deve capire che ormai è veterano e sarebbe meglio non sforzare così il cuore. Sor Carlè gli comunica: “non ti chiami più tu i time-out”. Comunque porta a casa le partite remando.
    Voto 6.1 (come il time out sprecato anche oggi). CARMINE E GIUSEPPE ABBAGNALE
  • GUANTI DEL CARLE’ e OCCHIALI DI ALDO: Ormai imprescindibili membri della squadra che danno ritmo e guidano alla vittoria.
    Voto: 8. PEPPINIELLI DI CAPUA



Pagelline degustazione

  • LOCATION: 6.5. E’ una trattoria. Si è una trattoria. Foto del menù all’ingresso per restrizioni COVID. E’ proprio una trattoria di una volta. La media del 6 invernale col 7 estivo (plateatico in piazza).
  • MENU’: 7. E’ una trattoria. Famoso il risotto al tartufo ma a parer mio più meritevole quello al rapussolo. Avrei dato mezzo voto in più se il risotto al rapussolo non fosse stato un pochino avanti di cottura. Se fosse stato cotto come quello al tartufo, chapeau. Buono lo spezzatino anche se mancava una piccola spinta (Tullio insegna!). Occhio ad esagerare con il lardo nei rapussoli di contorno, copre. Prosecco alla spina grapes free. Vini in bottiglia adeguati. Interessante la grappa al rapussolo della distilleria LI.DI.A., la Gappa E’.
  • SERVIZIO: 8. E’ una trattoria, sarebbe da 6, normale, due punti in più per aver dato dei mussi al Tode ed Aldo.
  • CONTO: 4,5. Forse sono cattivo, ma è pur sempre una trattoria e il tartufo è scorzone. I rapussoli adesso sono meno comuni ma sono comunque erbe spontanee. Forse il 5 era il voto più corretto ma io odio pagare il coperto e poi devo farmi odiare per qualcosa!
Ecco il gatto: non può mancare